logounuci reg Logo registrato


 

CERIMONIA A VITERBO IN OCCASIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

 

Il 25 aprile 2019, durante la manifestazione celebrativa dell’anniversario della Liberazione il Generale Paolo Riccò – presente all’evento quale rappresentante delle Forze Armate – ha abbandonato il luogo della cerimonia insieme al Reparto d’onore in armi del locale Presidio Militare. Il Generale è attualmente Comandante dell’AVES di stanza nella città laziale.
Dalle varie fonti di informazione si è appreso che la decisione, sofferta e difficile, sarebbe stata presa dopo le frasi pronunciate nel suo discorso dal rappresentante locale dell’ANPI.
Espressioni che si distaccavano nettamente dalla rievocazione della storica data e concedevano largo spazio a un discorso politico e di propaganda elettorale, con alcune affermazioni negative sull’operato attuale delle Forze Armate.
Sulla base delle predette informazioni, a titolo personale e nella mia qualità di Presidente Nazionale dell’UNUCI, desidero esprimere netta condivisione alla decisione del Generale Riccò, al quale esprimo autentici e forti sentimenti di solidarietà.
Manifesto, inoltre, la piena convinzione che tali sentimenti siano condivisi da tutti i Soci del Sodalizio.
I valori delle Forze Armate, l’indispensabile e decisivo contributo da esse fornito durante la Guerra di Liberazione e il rispetto per i Caduti nella riconquista della Patria siano per tutti – al di là delle diverse opinioni – motivo di riflessione. Per il bene del nostro Paese.

Il Presidente Nazionale Gen. C.A. (c.a.) Pietro Solaini

 

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

  

CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE A CISANO SUL NEVA (SV)

 

Il 25 aprile 2019 davanti al monumento ai Caduti in Cisano sul Neva si è svolta la cerimonia celebrativa nella ricorrenza della Liberazione dell’Italia dal Nazifascismo.
Dopo aver reso onore ai Caduti con la deposizione di una corona d’alloro, si sono succeduti vari oratori sul palco allestito dal Comune.
Di particolare interesse l’intervento della figlia di un partigiano, in ricordo del proprio padre, e di un alunno delle scuole medie.
Hanno preso la parola il Sindaco di Cisano, il Vice Sindaco e un ex Sindaco di Albenga in rappresentanza della propria città. Tutti gli oratori hanno ricordato il sacrificio di migliaia di Partigiani, che decisero di prendere le armi per liberare l’Italia dagli occupanti Nazisti e Fascisti e creare così le premesse per un ritorno a una democrazia condivisa.
Alcuni passaggi sono stati dedicati anche ad argomentazioni non strettamente inerenti alla celebrazione in corso, ma riferiti a problematiche di carattere politico, segnatamente riferite al trattamento attualmente riservato a quanti per sfuggire da guerre, persecuzioni e miserie chiedono di rifugiarsi in Italia. In altre parole, il discorso è passato dalla Liberazione all’arrivo di immigrati.
Nessun accenno, da parte degli oratori, alla partecipazione delle Forze Armate italiane alla guerra di Liberazione né come partigiani, né come formazioni militari del Regio Esercito.
A questo punto il Gen. C.A. Rinaldo Solaini (fratello del Gen. C.A. Pietro Solaini Presidente nazionale dell’UNUCI n.d.r.) presente alla cerimonia, Socio della Sezione UNUCI di Savona, ha chiesto la parola che gli è stata prontamente concessa.
Nel suo intervento il Gen. Rinaldo Solaini ha puntualizzato che i partigiani non erano soli. Assieme a loro operavano, in numero fortemente preponderante rispetto ai combattenti civili, migliaia di appartenenti alle Forze Armate, che si unirono inizialmente alle formazioni partigiane, ma che in seguito dettero vita a unità organiche più propriamente militari, denominate Gruppi di Combattimento, che affiancarono le truppe Alleate, distinguendosi per valore e spirito di sacrificio.
In particolare, è sembrato doveroso ricordare che nella battaglia di Mignano Montelungo, a fianco dei fanti del Gruppo di Combattimento “Legnano” combattevano i fanti dell’Esercito polacco, offrendo anch’essi il loro contributo di sangue per la liberazione dell’Italia, anche se nessuno ne parla.
Infine, è stato ricordato il sacrificio dei militari che, presi prigionieri, rifiutarono di collaborare con i tedeschi, furono internati nei campi di concentramento e non considerati come prigionieri di guerra e quindi non tutelati dalle convenzioni internazionali. In decine di migliaia morirono di fame, di stenti o di malattia, ma non rinnegarono il giuramento prestato. Al termine dell’intervento, oltre ai Carabinieri e ai rappresentanti delle Associazioni d’Arma presenti, molti cittadini si sono avvicinati al Gen. Solaini ringraziandolo per aver ricordato un frammento della storia d’Italia, quasi sempre passato sotto silenzio.
A margine, vale anche la pena riferire due considerazioni.
La prima. A Viterbo, in occasione dell’analoga cerimonia, il rappresentante Anpi, come riportato dalla stampa locale, ha tenuto un atteggiamento non molto dissimile da quello di Cisano sul Neva, iniziando un discorso politico incentrato sulla critica al governo, ricordando ciò che la sinistra imputa al Ministro Salvini e infilando nel discorso anche Berlusconi e il caso “Ruby”, nonché crimini da ascrivere all’Esercito italiano. A quel punto i militari dell’Esercito e le rappresentanze delle varie Associazioni d’Arma, ritenendo che la manifestazione stesse perdendo il significato iniziale per diventare propaganda politica, hanno vistosamente abbandonato la cerimonia.
La seconda considerazione. Sarebbe interessante conoscere se le due succitate iniziative dei rappresentanti locali dell’Anpi sono casi isolati, o se abbiano fatto parte di una ben studiata strategia, da collegare con la campagna propagandistica per le prossime elezioni europee.
Al riguardo, se i nostri Soci abbiano avuto modo di riscontrare analoghi atteggiamenti in altre cerimonie legate alla Celebrazione della Liberazione, sono pregati di segnalarli alla Direzione della Rivista (e.mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), completandoli con le appropriate argomentazioni.

Il Presidente Nazionale Gen. C.A. (c.a.) Pietro Solaini

 

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

  

8 MAGGIO 2019, UN GRAFFIO SULLA FESTA DELL’ESERCITO

 

Il 158° anniversario della costituzione dell’Esercito ha avuto luogo, anche quest’anno, nella bellissima cornice dell’ippodromo militare “Gen. C.A. Pietro Giannattasio” di Roma. Cerimonia molto elegante e perfettamente organizzata, come è consuetudine della Forza Armata, con la partecipazione del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e di numerose Autorità, oltre che di tantissimi ospiti visibilmente ammirati.
Tutto bene, dunque?
Quasi tutto, perché il pubblico ha dovuto attendere più di mezz’ora oltre l’orario, già ufficialmente procrastinato dalle 10.30 alle 11.30, come era stato doverosamente comunicato il giorno precedente. E questo imprevisto, ulteriore ritardo non poteva non suscitare stupore negli astanti, trattandosi di una cerimonia annuale iniziata sempre con rigorosa puntualità, come è nello stile militare.
Un’idea, forse maliziosa - ma vale sempre il noto aforisma di un ancor più noto politico della prima repubblica - fa pensare a una cortese accondiscendenza verso un desiderio del Ministro che, forse, non gradiva arrivare a cerimonia iniziata secondo programma. E la tardiva presenza del Sottosegretario non ha allontanato questo pensiero.
Per carità, un graffio, solo un graffio… ma…

Il Vice Presidente Nazionale Gen. C.A. (c.a.) Nicola Gallippi

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

  

  

 

logounuci reg

UNIONE NAZIONALE UFFICIALI IN CONGEDO D’ITALIA

Il Presidente Nazionale

 

Roma, 24.04.2019

Via Nomentana n. 313- 00162 Roma

Tel. 06.85.37.61.00 
Fax 06.84.14.555

www.unuci.org

 

INCONTRO CON IL GABINETTO DEL MINISTRO

11aprile 2019

Il Presidente nazionale ha esposto il seguente problema:

USO DELL’UNIFORME ALL’ESTERO DA PARTE DEL PERSONALE IN CONGEDO

Le Associazioni partecipano a numerosi incontri e gare internazionali in Italia e all’estero.

Tra queste ultime vi sono, ad esempio, le riunioni degli organismi associati alla NATO come CIOR (Confédération Interalliée des Officiers de Réserve) e CIOMR (Confédération Interalliée des Officiers Médicaux de Réserve), che si tengono ogni anno sia nel mese di febbraio presso il Comando NATO di Bruxelles, sia nel periodo giugno-luglio, a rotazione, presso uno dei Paesi membri dell’Alleanza.

Ebbene, tutti i rappresentanti dei vari Paesi partecipano alle riunioni in uniforme, eccetto quelli italiani che, da qualche anno, hanno il divieto di indossare l’uniforme all’estero e che spiccano, pertanto, per la loro diversa tenuta. Questo è visto con una certa ironia dai rappresentanti degli altri Paesi, che stentano a credere che per la sola Italia possano sussistere motivi particolari, riferibili al settore sicurezza.

La stessa cosa accade in occasione di gare internazionali svolte all’estero nelle quali, con sano spirito sportivo, si cimentano decine di pattuglie di personale in servizio e in congedo, ove i partecipanti stranieri vestono tutti l’uniforme del Paese di appartenenza, tranne il personale italiano, che ha la proibizione di indossare l’uniforme. Naturalmente, questo umilia e crea ironici commenti per il nostro personale. Anche perché è difficile pensare che in Italia vi siano problemi di sicurezza che sembrano insorgere appena superato il confine. Si tenga presente che una delle gare svolta annualmente in Italia ha un percorso che inizia in Lombardia, prosegue in un particolare poligono elvetico, per rientrare successivamente in Italia. Cosa dovrebbe accadere sul confine per i partecipanti italiani?

Alle gare di pattuglia, che vengono svolte annualmente nel Veneto, assieme al personale britannico partecipante interviene una banda musicale scozzese con tanto di cornamuse che, tra l’altro, tiene concerti in uniforme, con il suo tradizionale kilt, in diversi paesi della zona di gara con grande soddisfazione e ammirazione di amministratori locali e di pubblico.

E questo viene ripetuto, senza problemi di sorta, oltre che in Italia, anche in tutti i Paesi nei quali i britannici si recano a gareggiare. Non un solo Paese ha remore, in queste occasioni, a mettere il proprio personale in congedo in uniforme e i partecipanti ritengono risibili questioni di sicurezza, che coinvolgerebbero solo il personale italiano.

Per quanto sopra, si auspica che il personale in congedo italiano, che si reca per riunioni o gare sportive all’estero in contesti internazionali, possa vestire con rispetto e fierezza l’uniforme italiana alla stessa maniera in cui i rappresentanti di altri Paesi indossano la loro, senza ricorrere a strani, ridicoli camuffamenti. Naturalmente, l’uniforme verrebbe usata solo nello stretto ambito del comprensorio dove ha luogo l’attività militare.

In alternativa, sarebbe opportuno un accordo in ambito NATO che, valutate le questioni di sicurezza dell’intera area e in piena identità di vedute con gli altri partner, stabilisca una regola comune valida per tutti i Paesi, evitando che si possa irridere dei partecipanti italiani, eliminando il divieto fino al raggiunto accordo.

Gen. C.A. (c.a.) Pietro Solaini

  

:::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

  

 

IL 5 X 1000 ALL’UNUCI

Anche quest’anno, attraverso la destinazione del 5 per 1000 nella propria dichiarazione dei redditi (mod. 730 e UNICO) puoi sostenere le attività dell'UNUCI inserendo nella casella dedicata al “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale…” il codice fiscale:

80107650584

 


Accesso Sezioni
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

  

ssl


 

Tutte le richieste di variazione al sito debbono essere inviate al seguente indirizzo mail rivista@unuci.org