“Previdenza Complementare e Fondi Pensione”

 

Per opportuna informazione del personale interessato, si riporta in sintesi la nota dello Stato Maggiore Difesa del 18 febbraio c.a., avente per oggetto “Concertazione Previdenziale”.

Come noto, a seguito delle recenti riforme del sistema  previdenziale, nel prossimo futuro le pensioni obbligatorie saranno corrisposte nella misura di circa il 60%  dell’ultima retribuzione in attività di servizio.

Tale copertura pensionistica potrebbe scendere ulteriormente per  gli attuali  neo assunti. Per ovviare a  tali effetti negativi sono state previste le riforme in esame, intese ad affiancare alla  pensione obbligatoria una complementare. In tal modo si viene a costituire il  cosiddetto “secondo pilastro” del sistema previdenziale, attuato mediante la costituzione dei “Fondi Pensione”. Nel settore privato tali forme  sono state già attivate, mentre nel pubblico impiego e in special modo nel comparto militare e difesa si è appena all’inizio. Sorge perciò impellente  la necessità di superare una situazione di stallo di una trattativa, che non può essere più  rimandata in  quanto, ogni giorno che passa, incide pesantemente sul futuro previdenziale dei giovani dipendenti.  Allo stato attuale si possono sintetizzare  i seguenti punti che hanno caratterizzato gli incontri tecnici del Ministero della Difesa con la Funzione Pubblica:

a)    definizione delle risorse disponibili pari a 11.700.000 circa delle Forze Armate;

b)    esclusione della dirigenza dalla concertazione;

c)    distinzione della problematica delle casse ufficiali e sottufficiali da quella dei Fondi pensione che non saranno, dunque, interconnesse;

d)    voci retributive da valutare  ai fini del computo del TFR/Fondi Pensione: la Funzione Pubblica prevede il non computo delle indennità mentre la Difesa ha rappresentato la necessità di includere anche tali emolumenti nel computo;

e)    percentuali di contribuzione a carico del datore di lavoro da versare ai Fondi Pensione: secondo il Tesoro e la Funzione Pubblica il tetto dovrebbe essere dell’1% anche se le disposizioni in vigore consentono il raggiungimento del 2%.

Premesso quanto sopra, questa Presidenza nell’augurare che la trattativa si possa sviluppare  concretamente, si riserva di pubblicare ogni possibile notizia riguardante l’argomento.